Analisi bilancio 2013 e trimestrale 2014 di Unicredit

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Nelle scorse settimane abbiamo concentrato la nostra attenzione su Intesa Sanpaolo, una delle due grandi banche del nostro sistema bancario.

Oggi proviamo a porre lo sguardo sull’altra grande banca italiana Unicredit.

Partiamo dal Bilancio 2013.

I dati a fine 2013 mostravano una situazione molto negativa, registrando una perdita record di circa 14 miliardi di euro, come per Intesa Sanpaolo gravata dal forte peso degli accantonamenti su crediti (per Unicredit più di 13 miliardi di euro). L’attivo di bilancio del gruppo, infatti, a fine dicembre 2013, ospitava crediti deteriorati (ossia crediti erogati per i quali la banca non si aspettava un pieno e puntuale rimborso da parte dei debitori) per 82,4 miliardi di euro, una cifra molto elevata.

Anche i ricavi nel 2013 hanno mostrato una contrazione del 4,1% rispetto all’anno precedente, mentre i costi si sono mantenuti sostanzialmente stabili.

Una delle poche note positive del bilancio 2013 è stata l’adeguatezza rispetto ai requisiti patrimoniali di Basilea 3 che stanno entrando gradualmente in vigore in questi anni, con un livello di capitale (in rapporto all’attivo) in linea con i rapporti richiesti da tale regolamentazione.

Oltre al bilancio, Unicredit ha presentato anche il nuovo piano strategico 2013-2018, prevedendo (come tra l’altro Intesa Sanpaolo) una ripresa della redditività nei prossimi anni.

Tra 2013 e 2018, il Gruppo, prevede di perdere 8500 dipendenti, di chiudere filiali, ma non solo. La crescita della redditività dovrebbe derivare da una maggiore concentrazione su attività di corporate e investment banking, nonché da un incremento degli investimenti nei Paesi dell’Europa Centro-Orientale, area a forte crescita in cui Unicredit sta puntando già da alcuni anni. Inoltre, nel 2014, è prevista la quotazione in borsa di Fineco, controllata dedicata alle offerta di servizi bancari e di trading online.

Riuscirà Unicredit a raggiungere gli obiettivi che si è prefissata?

I risultati del primo trimestre 2014 hanno riportato un po’ di ottimismo tra analisti ed investitori. I dati relativi al periodo gennaio-marzo mostrano infatti segnali positivi (dopo i forti segnali negativi del bilancio 2013), con profitti in crescita del 58% rispetto al I trimestre del 2013 e un miglioramento della qualità del credito erogato: per la prima volta dal 2008, secondo le parole dello stesso CEO Ghizzoni, si segnala un calo dei crediti deteriorati lordi (-1,3% su rispetto allo scorso trimestre) nonché una ripresa delle erogazioni ad imprese e famiglia (+14% su base trimestrale).

La ripresa è vicina? Speriamo, anche se gli ostacoli. Proprio in questi giorni abbiamo visto come i titoli del settore bancario risentano di andamenti ancora altalenanti in Borsa e la fiducia è ancora bassa, soprattutto viste le condizioni economiche del nostro Paese non ancora promettenti (PIL schiacciato, con investimenti e consumi sempre in forte difficoltà). Le imprese e le famiglie sono ancora in forte difficoltà e la qualità degli attivi delle banche è ancora a rischio, come la loro redditività.

 

3 pensieri su “Analisi bilancio 2013 e trimestrale 2014 di Unicredit

  1. Salve. Una banca in grandissima difficoltà salita in borsa negli ultimi mesi e che ora ha un andamento ribassista . Sarei grato di sapere cosa ne pensate? E’ il caso di vendere ( nonostante la perdita finora del 15%) o di tenere in vista della quotazione di Fineco??????

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