BANCA POPOLARE DI MILANO – BPM – E LA BANCA D’ITALIA

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Il management di Bpm ha esaminato le critiche mosse da Banca d’Italia. I timori dell’autorità di controllo si concentrano sui crediti con difficoltà di recupero, ma secondo la società i dati trimestrali ne tengono già conto.

I dettagli del documento preparato dai vertici di Bpm in risposta a Banca d’Italia non sono stati resi noti, ma è probabile che si concentri sul punto più critico evidenziato dall’autorità di controllo, cioè i crediti con difficoltà di recupero; secondo alcune indiscrezioni, l’ammontare calcolato da Banca d’Italia sarebbe più elevato di quello stimato dal gruppo. Il management ha gettato acqua sul fuoco, dichiarando che i recenti conti trimestrali (chiusi con un utile per azione di 0,1 euro, in calo di circa il 16% rispetto agli 0,12 euro del 1° trimestre 2010) tengono già conto delle osservazioni di Banca d’Italia. Il gruppo ha inoltre confermato il programma della prossima assemblea, che oltre all’aumento di capitale da 1,2 miliardi dovrebbe anche dare il via all’incremento da 3 a 5 del numero di deleghe di voto, nonostante l’opposizione di alcune associazioni di azionisti. Due punti dell’ordine del giorno che sembrano studiati appositamente per venire incontro alle richieste dell’autorità di controllo: rafforzamento del patrimonio e “apertura” al mercato nelle regole di gestione. In attesa dei dettagli dell’aumento, continuiamo a stimare utili per azione di 0,28 euro nel 2011 e 0,2 nel 2012.

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