Borsa: termometro dell’economia?

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Sappiamo che spesso si ragiona per luoghi comuni e anche in questo senso va fatta una specifica di partenza, un luogo comune è per prima cosa un modo di dire e affermare quella che sembra una verità detta da molte persone, un luogo comune classico è quello legato alla fama degli agenti di borsa.

Il luogo comune li accomuna a una cerchia di persone poco affidabili, letteralmente delle persone poco competenti che non sanno fare altro che far dilapidare al risparmiatore di turno, il proprio piccolo patrimonio magari guadagnato con tanta fatica, le cose ovviamente non stanno propriamente così.

Allo stesso modo la borsa come luogo comune vissuto da tutti è sempre stata identificata come il termometro della economia reale, guardare come va la borsa vuol dire a tutti gli effetti capire come l’economia di un paese sta andando, in realtà da certi punti di vista questa affermazione non corrisponde al vero.

Attualmente la borsa non è più un termometro dell’opinione pubblica, resta ora da determinare allora cosa il mercato legato ai titoli borsistici misurano, se non sono sempre lo specchio dell’andamento dell’economia reale di un paese o delle economie in generale delle varie nazioni allora cosa effettivamente misurano la varie borse di tutto il mondo?

Qualcuno potrebbe dire lo stato delle aziende, in pratica la Borsa misura quella che è la situazione reale del mondo aziendale, un parametro molto affidabile per comprendere quelle che sono le situazioni reali delle aziende, tuttavia anche questa affermazione corrisponde in parte a un dato oggettivo.

La borsa americana ad esempio in questi ultimi anni ha misurato quello che l’andamento effettivo delle aziende, registrando anche picchi legati al clima di fiducia del consumatore medio che ha anche ricominciato a spendere, tuttavia questa affermazione va bene per il mercato americano e non quello europeo.

Infatti in Europa il 2012 e il 2013 si sono chiusi come due anni estremamente positivi per il mercato borsistico, registrando un deciso + 30% totale, eppure sappiamo benissimo che in Europa, sia il mercato del lavoro, il mondo aziendale e il Pil hanno registrato ben 24 mesi di stagnazione totale.

Certamente cercare di interpretare gli scenari macroeconomici è importante ma non prendiamoli come dati di fatto, spesso non rispecchiano effettivamente il trand reale dell’economia.

 

 

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