Btp a breve termine? Cautela e valutazione

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Il fine anno per molti titoli di Stato rappresenta un periodo molto particolare, si tirano le somme su quello che è accaduto durante l’anno, cercando già di comprendere quali saranno le tendenze per l’anno successivo, attualmente dovendo fare una analisi approfondita dell’andamento dei Btp emerge quanto segue.

Quelli con scadenza a medio breve termine devono essere monitorati degli investitori, infatti attualmente il rendimento del Btp decennale è in calo, siamo appena ad un 4% un tasso decisamente inferiore alla mediia storica riferita su un periodo pari a 5, 10 e 15 anni. Il calo dei rendimenti obbligazionari italiani si è riflesso a tutti gli effetti sui rendimenti dei Btp a medio lungo termine.

Le performance dei Btp migliorano decisamente nel momento in cui si valutano titoli che hanno una scadenza più lunga, un segno chiaro e netto per tutti quei risparmiatori che hanno deciso nel 2013 di investire su titoli a medio termine per avere un ritorno in tempi brevi. Bisogna effettivamente avere la massima attenzione al periodo di chiusura dell’anno 2013.

Infatti in questo momento si entra in un periodo molto particolare, viene applicato una sorta di reset a quelli che sono i portafogli istituzionali, con una revisione completa di quella che risulta essere la stima tra profitti e perdite. Il rischio è decisamente quello legato a una possibile tendenza a lasciare i titoli governativi italiani potrebbe generare una decisa pressione al rialzo sui rendimenti.

Questo rischio potrebbe essere calmierato solo ed esclusivamente da una domanda sui mercati esteri tale che possa compensare la forza di un movimento del genere. Per le analisi che sopra abbiamo evidenziato, decisamente è arrivato il periodo della cautela sui Bpt, anche per il piccolo risparmiatore che ha investito su quelli e medio-breve scadenza è giunto il momento di valutare un alleggerimento.

La situazione è completamente diversa per tutte quelle persone che hanno deciso di investire su Btp a lunga scadenza in un logica che è quella di tenerli fino alla loro naturale scadenza, in questo caso il fatto che il loro rendimento è bloccato dall’Italia con minori rischi di possibili speculazioni.

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