CHE COS’È IL MONEY MANAGEMENT E LA SUA IMPORTANZA PER UN’OPERATIVITA’ DI SUCCESSO

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Un buon sistema di trading per avere successo dovrebbe prendere in considerazione oltre che la previsione sull’andamento dei prezzi e il timing, per stabilire il momento d’entrata e d’uscita, anche il money management (in italiano: la gestione patrimoniale), ovvero tutta quella serie di decisioni inerenti la locazione del capitale, per impostare al meglio la propria operatività.

In generale si consiglia di:

  • Non investire più del 50% del capitale totale ed il restante usarlo come riserva in caso di periodi bui, magari investendolo in titoli di stato;
  • Investire, in ogni mercato, al massimo il 10-15% del capitale totale;
  • Limitare al 5% del capitale totale la cifra rischiata in ogni singola operazione;
  • L’investimento in ogni singolo settore di mercato non dovrebbe superare il 20-25% del capitale totale.

Questi consigli non sono però da prendere alla lettera, ma devono essere aggiustati a seconda della propensione al rischio di ciascun investitore. Diciamo che in ogni caso sono d’importanza fondamentale una forma di diversificazione e delle misure di protezione delle perdite.

Se da un lato la diversificazione è importante, dall’altro un suo utilizzo eccessivo potrebbe fari si che alcune operazioni in utile siano diluite da un più ampio numero di operazioni in perdita, per evitare ciò bisogna trovarne una giusta misura e un compromesso.

Un’altra raccomandazione è quella di utilizzare degli stop-loss di protezione, anche se a volta risulta difficile farlo. Per fare ciò si potrebbero combinare fattori ricavati dall’analisi tecnica con considerazioni gestionali. Ricordarsi, inoltre, che nei mercati più volatili gli stop dovrebbero essere posti più lontano, in modo da evitare liquidazioni involontarie dovute a fastidiose correzioni di brevissimo termine, anche se ci può essere il rischio di creare grosse perdite. Il trucco come si diceva prima per la diversificazione è di trovare una giusta via di mezzo.

Vediamo ora un altro aspetto di fondamentale importanza: la gestione del rischio. Ognuno di noi dovrebbe pensare a come uscire da un operazione ancor prima che questa sia stata aperta per evitare di essere sopraffatti da quei sentimenti, quali l’ansia o la paura, che tolgono lucidità. Dato che risulta quasi impossibile chiudere le nostre operazioni sempre in modo positivo e che i buoni trader arrivano solitamente ad un 50-60% di operazioni positive, uno dei modi migliori per far si che nel lungo periodo il nostro conto sia in profitto è quello di far si che l’ammontare delle operazioni vincenti sia maggiore a quello delle operazioni in perdita. Per fare questo si utilizza solitamente un parametro di gestione del rischio di 3 a 1, ovvero il profitto potenziale deve essere di almeno tre volte la possibile perdita. Un consiglio che molte volte avremo sentito è appunto quello: “lasciar correre i profitti e tagliare immediatamente le perdite” rimanendo nel trend ed evitando di cercare a tutti i costi le inversioni, difficili da trovare nonostante il fatto che in taluni casi possono essere molto profittevoli, ma di questo ne potremmo parlare meglio, magari in un altro post.

Parte del seguente articolo è tratto da “Analisi tecnica dei mercati finanziari” di John J. Murphy, di cui consiglio, vivamente, la lettura a chi fosse alle prime armi nel mondo del trading.

 

 

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