"CHE LAVORO FAI?" "LO SPECULATORE?!"

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Cari Amici,
ecco un interessante post scritto per noi da Vincenzo, consulente fiscale, appassionato di mercati finanziari e, in particolare, di operazioni sui futures relativi agli indici italiani e stranieri.
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Avete mai avuto il problema di spiegare che lavoro fate ai vostri parenti, amici o conoscenti?
“Trader” fa figo (come tanti altri titoli che si trovano in giro) ma ho l’impressione che in pochi comprenderebbero; proviamo a tradurlo letteralmente “commerciante”, “mercante” (fonte: Google translate), non rende appieno l’idea o perlomeno potrebbe essere fuorviante; “Gioco in Borsa”, io la parola gioco non la direi neanche morto, sfido qualcuno dei lettori a dire che è un gioco! E se provassimo “lo speculatore”?
Qualcuno dei miei interlocutori quasi sicuramente correrebbe dalla Guardia di Finanza!
Il problema è che in un’era in cui il concetto di “lavoro” diventa sempre più astratto, molte persone sono legate ad una visione calvinista del lavoro associato alla fatica e al sudore della fronte.
Per molti varrebbe l’equazione Speculare = Soldi facili, senza fatica, quasi come rubare!!!
Questo non è assolutamente vero. Sappiano che il trading è forse una delle attività più alte e riflessive della mente umana e come tale deve essere affrontata con l’atteggiamento corretto e la giusta pianificazione.
E’ una attività imprenditoriale a tutti gli effetti ma senza i lacci della burocrazia, senza problematiche di tipo fiscale, giuridico legislativo, rapporti con il personale, con i clienti (se voglio vendere qualcosa ci sarà quasi sempre qualcuno disposto a comprare), con i fornitori (quando vorrò vendere qualcosa ci sarà quasi sempre un compratore dall’altra parte), insoluti (sic) comunicazione, marketing e chi più ne ha più ne metta.
Per cui io dico che sono un TRADER… Qui habet aures audiendi, audiat.

5 pensieri su “"CHE LAVORO FAI?" "LO SPECULATORE?!"

  1. infatti, trovo che la parola trade in inglese sia meravigliosa come concetto (da wiki):
    "Trade is the transfer of ownership of goods and services from one person to another."
    Senza contare che il rischio d'impresa di fare trading su prodotti finanziari e' un bel po' alto e ce lo accolliamo tutto, quindi e' un lavoro di tutto rispetto.

    *A

  2. davvero un bel post complimenti,
    Credo,forse mi sbaglio,che il problema non sia come chiamarlo quando qualcuno ci chiede che lavoro si fa ma che cosa sia il trading.
    condivido che il trading non è un "gioco" perchè come dice mio padre sono sempre soldi e con i soldi non si scherza.
    Non direi che esso sia un lavoro perchè non faccio trading solo per guadagnare(o perdere)ma soprattutto per passione…
    un esempio lampante? il calciatore
    ritornando alla domanda che cosa sia,hai dato una giusta risposta,il trading è un attività imprenditoriale e potete dire quello che volete su di noi: che siamo "bastardi",speculatori,ecc.
    E'vero,è cosi, ma sono punti di vista…terminerei così:
    il trading è un'attività imprenditoriale senza morale.
    scusate la lunghezza…
    SIMON
    http://www.tradingsimon.blogspot.com

  3. IMHO Simon sbaglia a definire il trading senza morale… io credo che le speculazioni siano regolatori di mercato che fanno molto comodo al mercato. mi spiego con un esempio:
    quando il mercato va male arrivano orsi in abbondanza, fan cadere i prezzi che una volta caduti abbastanza gli stessi speculatori li fan risalire… insomma sono dei catalizzatori temporali dei terremoti finanziari che avvengono.
    senza speculazione le crisi avrebbero orizzonti temporali molto piu' lunghi.
    alla fine gli speculatori si scannano a vicenda, ai cassettisti, che hanno timing lunghissimi, delle speculazioni non gli frega niente.
    e' che i trader come capre espiatorie funzionano bene.

    *A

  4. Spesso mi ero interrogato sulla "liceità" del mestiere di trader, per giustificare a me stesso l'utilità sociale di una tale attività. Alla fine mi sono messo d'accordo dicendomi che l'attività di trading "favorisce la liquidità dei mercati finanziari", quindi pertanto ha la sua utilità!
    Bel post cmq, complimenti

  5. Prima di tutto ringrazio per i complimenti e approfitto per aggiungere qualcosa: Etimologicamente il termine "speculare" deriva dalla voce latina "specula" (vedetta) da "specere" (osservare, scrutare). Pertanto potremmo definire lo speculatore come chi "guarda lontano", "scruta in profondità con attenzione"; come una vedetta, appunto, per la maggior parte del tempo in attesa, a caccia di opportunità. I problemi etici e morali potrebbero sorgere riguardo il modo in cui lo speculatore va a caccia di tali opportunità, ma questa è un altra storia 😉
    Naturalmente è bene essere convinti che l'attività che si sta svolgendo non sia in conflitto con i nostri valori e che la nostra coscienza sia a posto nello svolgere qualcosa che secondo alcuni è "illecita" ed addirittura eticamente non corretta.
    Concludo dicendo che mi piace molto la definizione di "aceto di mele per dimagrire: "…il trading favorisce la liquidità dei mercati finanziari".
    Grazie ancora,
    a presto.
    Vincenzo

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