Costruzione Unione Bancaria

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Se ne parla da molto tempo, un obiettivo comune a molti paesi della Comunità Europea, poter costruire le basi per un accordo che comprenda una sorta di unione interbancaria che crei regole comuni, in pratica gli istituti di credito dei vari paesi sarebbe soggetti a norme comuni e probabilmente a un sistema di vigilanza più efficace.

Si apre sicuramente una fase nuova, per quanto ancora i meccanismi che regolano una possibile unione di istituti bancari a livello europeo presenti molti punti di criticità, sicuramente si dovrebbe andare verso un sistema che tutela maggiormente gli interessi dei cittadini dell’Unione Europea.

Cosa avviene a tutti gli effetti dopo l’avvio della Vigilanza unificata per quanto riguarda i 128 istituti bancari che saranno monitorati? Certamente siamo ancora alla fase iniziale di un processo di unificazione delle procedure di vigilanza degli istituti bancari, ancora molto in questo senso va fatto perchè dei meccanismi del genere siano efficaci.

Questa esigenza di creare una sorta di Vigilanza unificata nasce in modo particolare per cercare di meglio governare tutte quelle situazioni nelle quali esiste un legame di natura perversa tra il debito sovrano e determinate situazioni bancarie, ci si domanda in questa prospettiva cosa accadrà esattamente alle banche italiane.

Infatti se dobbiamo ragionare in termini di rapporto perverso tra debito sovrano e banche o per meglio dire tra spread e tassi bancari, dobbiamo anche fare una riflessione sui possibili impatti che si possono verificare nel momento in cui esistono delle attese negative in termini economici, queste si propagano subito su quelli che sono i tassi bancari.

In pratica tutte quelle tensioni che possono prodursi sui Titoli di Stato, incidono direttamente sulla capacità delle banche di poter erogare dei prestiti e questo a sua volta si riflette direttamente sul tessuto aziendale, infatti come sappiamo in Italia ma non solo molte aziende dipendono direttamente dalla possibilità di avere dei prestiti dalle banche per poter poi investire in innovazione.

 

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