DATI MACROECONOMICI DEL 06/06/2011

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Riportiamo di seguito i pochi dati macro-economici che sono stati diffusi nella giornata odierna.

 

AUSTRALIA

Leggero calo per il tasso di inflazione di maggio che ha evidenziato una crescita mensile pari allo 0,2% rispetto allo 0,3% di aprile. Su base annuale la crescita si attesta al 3,3% dal 3,6% del mese di aprile. Secondo l’Istituto di ricerca statistica nazionale del Paese, Td Securities, l’incremento dei prezzi al consumo è da attribuirsi principalmente a frutta, verdura, affitti, libri e giornali.

ZONA EURO

L’indice Sentix che misura la fiducia degli investitori nell’Eurozona è crollato a giugno a 3,5 punti. In maggio l’indicatore si era posizionato a 10,9 punti. Il dato è risultato inferiore alle attese di mercato che si attestavano a 8,6 punti.

L’indice che misura l’andamento dei prezzi alla produzione (PPI) ad aprile ha registrato un rialzo mensile dello 0,9% e del 6,7% su base annua. I dati sono lievemente superiore alle aspettative degli economisti che si aspettavano un +0,8% m/m e un +6,6% a/a.

CANADA

La Purchasing Management Association of Canada in collaborazione con la Richard Ivey School of Business ha reso noto che a maggio l’indice pmi si è attestato a 69,1 punti, contro i 57,7 della precedente rilevazione. Il dato risulta superiore al consenso che pronosticava un miglioramento più contenuto a 59,1 punti.

ITALIA

In Italia l´Istat ha reso noto che nel 2010 l´economia italiana ha fatto registrare una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell´1,3%, che fa seguito alle flessioni dei due anni precedenti (-1,3% nel 2008 e -5,2% nel 2009). A livello territoriale il Pil è aumentato dell´1,7% nel Nord-Ovest, del 2,1% nel Nord-Est, dell´1,2% nel Centro e dello 0,2% nel Mezzogiorno. Nel Nord-Est, all´incremento del Pil ha contribuito principalmente il settore industriale, con un aumento del 3,9% (+2,8% la variazione media nazionale). Significativo è stato anche l´apporto dei servizi (+1,6%, contro il +1,0% della media nazionale) e del settore agricolo (+1,5%, a fronte del +1,0% della media nazionale). Anche nel Nord-Ovest è stata l´industria ad aver segnato la ripresa più marcata del valore aggiunto (+3,7%). Segue il settore terziario (+1,2%) e, quindi, l´agricoltura, con un incremento dello 0,9%. Il Centro è la ripartizione geografica in cui gli effetti della crisi economica nel 2009 erano stati più contenuti: pertanto, anche l´intensità della ripresa nel 2010 è risultata più moderata (+1,2%). Solo il comparto dei servizi ha presentato una crescita del valore aggiunto (+1,2%) superiore a quella media, mentre il settore industriale ha segnato un aumento del 2,3% e l´agricoltura ha fatto registrare un arretramento (-0,5%). Il Mezzogiorno, infine, è la ripartizione che mostra la maggiore difficoltà di recupero. Il Pil è aumentato, infatti, di appena lo 0,2%, a fronte di un incremento complessivo dell´1,7% del Centro-Nord. Il settore che ha segnato maggiormente il passo è quello industriale: in presenza di una incisiva ripresa a livello nazionale, l´industria del Mezzogiorno ha fatto registrare una flessione del valore aggiunto dello 0,3%. Solamente l´agricoltura ha sperimentato un aumento del valore aggiunto (+1,4%) superiore alla media nazionale, mentre nel settore terziario la crescita è stata estremamente contenuta (+0,3%).

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