Esempi ed errori sul trading

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Un noto trader americano amava dire:

“…piuttosto che cercare di afferrare il denaro, mentre volteggia nell’aria, preferisco sedermi ed aspettare che cada a terra……quindi raccoglierlo…..”

Se siete già in grado di operare con criterio e sapete attendere il “vostro” trade, allora avete già fatto molta strada verso il successo. L’ultima cosa che vi rimane da fare è controllare la vostra emotività. La psiche è il nemico più temibile, è imprevedibile e quasi incontrollabile e soprattutto, è l’unica componente in grado di mettere in discussione tutto il lavoro che avrete svolto.

Una volta individuai un modello grafico particolarmente affidabile, il mercato veniva da una prolungata fase ribassista, circa un -12%, sapevo che esistevano le condizioni per entrare con profitto su quello che aveva tutte le caratteristiche di un minimo di periodo. Il mio 7 track-record fino a quel giorno non era certo brillante, venivo da tre trade consecutivi in perdita, non potevo sbagliare. A fine giornata il modello grafico auspicato venne confermato, chiara inversione, il mercato andava acquistato. Così feci, comprai in chiusura di seduta, nel pieno rispetto della tecnica che avevo sposato. Lo stop-loss andava posizionato immediatamente sotto il minimo di giornata. La chiusura negativa delle borse USA, non mi aiutò granché ed il giorno seguente ero sotto di 200 punti solo all’apertura.

Inizialmente chiamai l’intermediario per posizionare lo stop, lì dove andava posizionato tecnicamente. Alle 10,30 la perdita era di circa 350 punti ed il peso dei tre precedenti trade, chiusi in perdita, si fece insostenibile, ero al rialzo in un mercato ribassista e probabilmente, pensai, avevo sbagliato ancora. Tanto valeva chiudere il trade prima di incamerare gli altri 350 punti che mi separavano dallo stop-loss. Ho alzato il telefono, cancellato lo stop e venduto a mercato con circa 300 punti di perdita. Quel giorno mi sembra di ricordare che fui proprio io a vendere sui minimi, perché immediatamente dopo la mia chiusura, il mercato prese a salire in modo verticale, senza che il naturale ed originario stop fosse anche soltanto sfiorato. Il dato ex-napm del pomeriggio diede poi la spinta definitiva verso 3 giorni di risalita. Tutto era stato fatto nel migliore dei modi, analisi, apertura del trade, posizionamento dello stop, impeccabile. Tuttavia avevo fatto l’errore più grave, chiudere il trade ignorando completamente quella che fosse la reale negazione della mia tesi, appena 300 punti più in basso. Da quella giornata ho imparato molto e soprattutto, non ho più commesso lo stesso errore.

1) Mai mettere in discussione un modello tecnico, se non attraverso un altro modello altrettanto tecnico. Non fatevi influenzare da colleghi, media, internet.

2) Prima di entrare sul mercato in forza ad una informazione che, diciamo potreste definire, privilegiata, se non addirittura riservata, chiedetevi perché tale informazione, se riservata, è arrivata fino a voi.

3) Dopo un trade, chiuso indifferentemente in utile o in perdita, spegnete i monitor e fate qualsiasi cosa fuorché trading. Anche se impercettibile, la depressione causata da una perdita o l’euforia generata da un gain tolgono lucidità e obiettività.

4) Pianificate in forma scritta ogni modello operativo che possa generare un trade, inserendo la tesi, negazione della tesi, target etc etc. Troverete che diventa difficile non rispettare ciò che voi stessi avete scritto e non solo pensato.

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