GLI ETF

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Cos’è un ETF?

Con il termine ETF (Exchange Traded Fund) s’identifica una particolare tipologia di OICR (Fondi d’investimento o Sicav) che nel mercato italiano è stata introdotta nei primi anni ’90, con la nascita del segmento ETF Plus, ma che in America era già presente da diversi anni.

Gli ETF hanno due principali caratteristiche:

  • le quote degli ETF sono negoziate in borsa come comuni titoli azionari;
  • la composizione dell’ ETF, mediante una politica d’investimento “passiva”, replica la composizione di un indice di mercato (geografico, settoriale, azionario o obbligazionario) e di conseguenza anche la sua performance.

In sostanza gli ETF riassumono alcune di quelle che sono le caratteristiche sia di un fondo d’investimento: come la possibilità di ottenere un’ampia diversificazione e la connessa riduzione del rischio (investendo su un paniere di titoli anziché su di una singola azione), o la riduzione del costo del proprio portafoglio (dato che gli ETF, oltre alle commissioni applicate dalla propria banca/Sim per l’acquisto e la vendita sul mercato, sono sottoposti ad una commissione complessiva annua ridotta, applicata automaticamente al periodo di detenzione); sia di un’azione, come la possibilità di conoscere in ogni istante il valore di mercato dell’ ETF, permettendo agli investitori di prendere posizione in tempo reale sul mercato target, essendo, gli ETF, scambiati in negoziazione continua.

Come l’ ETF riflette la performance dell’indice di mercato?

L’ ETF consente di ottenere un rendimento pari a quello dell’indice di mercato di riferimento, replicando al suo interno esattamente la composizione ed i pesi dell’indice al quale si riferisce (ad esempio per il LYXOR ETF FTSE MIB: tutti i 40 titoli che compongono l’indice FTSE MIB).

Attenzione però che potrebbe non essere così qualora la valuta di riferimento dell’ ETF sia diversa da quella di negoziazione (l’euro), diventando in tal caso un nuovo rischio per l’investitore in ETF, nel caso in cui tale valuta si svalutasse/rivalutasse nei confronti dell’euro.

Essendo che gli ETF replicano un indice sottostante, bisogna distinguere tra il prezzo di mercato dell’ ETF, determinato dalla legge della domanda e dell’offerta, e il suo Net Asset Value (NAV), determinato dividendo il valore totale del patrimonio netto dell’ETF per il numero totale di azioni al netto di commissioni e spese. Quindi il prezzo di mercato di un ETF si può discostare dal suo NAV, siccome sono scambiati come azioni, ma solitamente più un ETF è scambiato e più il prezzo di mercato risulterà allineato al NAV.

Per gli ETF tutto questo è permesso da un particolare e innovativo meccanismo di funzionamento nel mercato primario detto creation/redemption in kind (“creazione e riscatto”) che permette agli investitori autorizzati di creare/rimborsare le quote scambiando panieri di titoli o liquidità con le azioni di un ETF. Di conseguenza il numero totale delle quote in circolazione di un ETF non è fisso ma può variare giornalmente.

Piccolo esempio del funzionamento del meccanismo creazione/riscatto degli ETF

Un Authorized Partecipant se vedesse che il prezzo di mercato di un ETF è maggiore del suo NAV, potrebbe sfruttare questo disallineamento attraverso una operazione di arbitraggio che comporta un guadagno certo: acquista sul mercato un paniere di titoli che costituiscono il portafoglio sottostante dell’ ETF spendendo p.e. 100, li cede alla banca depositaria e in cambio si fa consegnare un certo numero di quote dell’ ETF stesso, che venderà sul mercato con un introito di 102. Allo stesso modo, qualora il prezzo di mercato dell’ ETF fosse inferiore al NAV, l’investitore istituzionale potrebbe comprare sul mercato quote dell’ ETF a 90, per cederle alla banca depositaria (di fatto togliendole dalla circolazione) e in cambio ottiene i titoli sottostanti che andrà poi a vendere sul mercato a 92 lucrando la differenza.

Come valutare in quale ETF è più conveniente investire

Quando si vuole investire in ETF è di fondamentale importanza analizzare i costi che si dovranno sostenere per effettuare tale investimento, nonostante la commissione complessiva annua ridotta, determinata ex-ante dalla società emittente, sia uno dei punti di forza storici per gli ETF. Questo per la presenza negli ETF di una componente di costo “implicita” rappresentata dallo spread denaro-lettera (lo scostamento tra il miglior prezzo di acquisto e il miglior prezzo di vendita). Quanto maggiore sarò lo spread tanto maggiore sarà il costo che dovremo sostenere per comprare/vendere un ETF, ma fino ad un certo limite, infatti, è prevista la presenza sul mercato di operatori specialisti chiamati ad assicurare continuativamente proposte di acquisto e di vendita, in modo da assicurare uno spread massimo che viene anche indicato nel prospetto informativo del fondo.

Lo spread denaro-lettera negli ETF può essere influenzato da:

  • Volatilità. Gli ETF che vanno a replicare indici più volatili, come quelli che rappresentano i mercati meno liquidi, tendono a presentare spread più elevati. L’elevata liquidità del sottostante è quindi una primaria garanzia di minori costi di negoziazione. Per farsi un idea è possibile visionare l’Analisi degli spread presente sul sito di Borsa italiana
  • Grandezza del fondo in termini di patrimonio gestito e volumi scambiati. A titolo esemplificativo possiamo prendere a riferimento l’indice FTSE MIB, il LYXOR ETF FTSE MIB, tra gli ETF più scambiati nel nostro mercato nazionale, presenta uno spread decisamente più basso rispetto al CS ETF (IE) ON FTSE MIB che presenta analogo sottostante ma controvalore scambiato decisamente inferiore. Quindi investire nel primo ETF converrebbe di più rispetto al secondo.
  • Profondità del book. Un book profondo, ossia che presenta sia ordini in acquisto che in vendita per numerosi livelli di prezzo, è solitamente sintomo di adeguata liquidità dell’ ETF e di conseguenza minore sarà lo spread.
  • Momento della giornata in cui si effettua lo scambio di ETF. Farlo quando il mercato sottostante è aperto aiuta ad ottenere spread più bassi.

In definitiva, questo tipo di analisi permette di cogliere le differenze anche tra ETF con analoghi sottostanti, per poter scegliere quello maggiormente efficiente. Ma molto dipende anche dall’orizzonte temporale dell’investimento, essendo che lo spread di un ETF ha un più forte impatto su operazioni di trading di breve termine.

Gli etf sul mercato in ottica di trading o di investimento vanno valutati anche in base allo spread.

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