Gli italiani disinvestono da azioni e fondi di investimento

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Per l’industria del risparmio gestito italiano e quindi per la raccolta dei fondi di investimento il 2012 si è chiuso con i conti in rosso per oltre 11 miliardi di Euro. La perdita è stata recuperata nei primi due mesi di quest’anno e quindi la partenza per il nuovo anno è sembrata incoraggiante.

Va ricordato che gli ultimi anni per il settore del risparmio gestito sono stati particolarmente difficili. Il 2008, in particolare, è stato l’anno horribilis con diminuizioni incredibili di investimenti sul risparmio gestito.

Negli anni di crisi la tendenza è disinvestire non solo dai fondi comuni d’investimento ma anche sugli altri prodotti sui quali si è scelto di investire oppure si scelgono prodotti differenti.

L’anno corrente è iniziato sotto i buoni auspici ma maggiore sarebbe la possibilità di investimento se le famiglia italiana riuscisse ad aumentare i risparmi. Purtroppo i promotori finanziari e gli Istituti di Credito negli ultimi anni hanno abusato della buona fede degli investitori consigliando, solitamente, azioni, obbligazioni e fondi comuni di investimento con il solo ed esclusivo interesse di guadagnare nelle spese di gestione e commissione. Alle banche e ai promotori finanziari non interessava altro.

Chi non conosce, anche in prima persona, investitori che si sono fidati dei propri promotori finanziari per gli investimenti e che si sono ritrovati in piena crisi con i soldi completamente investiti in fondi di investimento? Nonostante le pressioni rivolte ai promotori se era o meno il caso di disinvestire, gli stessi promotori finanziari, per sola paura di perdere i soldi di gestione e di commissione, hanno consigliato di lasciar investiti i soldi ed eventualmente di aumentare l’investimento. I promotori (almeno il 99 %) riferivano trattarsi di una crisi passeggera, di una normale presa di beneficio e che il tutto si sarebbe risolto in breve. Se provate domandare ora ai promotori finanziari vedrete che tutti diranno di aver previsto la crisi.

E quindi è normale e giusto che la categoria che ha consigliato male debba ora soffrire un calo degli investimenti!

 

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