GLI STRESS TEST 2011 SULLE BANCHE EUROPEE

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Più severi gli stress test 2011 rispetto agli stress test 2010

E’ attesa per la seconda metà di Giugno la pubblicazione dei risultati degli stress test 2011 condotti dall’European Banking Authority (EBA) su 90 delle principali banche europee, che copriranno oltre il 65% degli asset del sistema bancario europeo e almeno la metà del settore bancario di ogni stato membro. Sono state confermate sugli stress test le cinque banche italiane (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Popolare e Ubi) che già erano state analizzate l’anno scorso.

Quest’anno negli stress test saranno utilizzate metodologie più rigide per assicurarsi che essi siano credibili e possano far aumentare la fiducia nel settore bancario, dopo la crisi dei debiti sovrani che ha costretto tre paesi dell’Eurozona a chiedere il salvataggio.  Si è reso necessario, negli stress test, rendere i criteri di valutazione più stringenti ed efficaci in quanto erano stati messi in discussione i risultati dell’anno passato, in particolare gli esiti favorevoli per le banche irlandesi, a seguito dei quali lo stato le ha dovute salvare a seguito di una gravissima crisi, nonostante il fatto che nel 2010 erano state testate 91 banche e solo sette di queste risultarono non in linea con i parametri di “sicurezza” (cinque banche spagnole, una tedesca e una greca).

Gli istituti prescelti verranno sottoposti a dei stress test in cui verrà simulata una recessione della durata di due anni oltre ad altri possibili shock esterni, in modo da verificare che siano in possesso di sufficienti capitali per coprire perdite inattese. Questo è uno scenario molto più severo rispetto a quello preso in considerazione negli stress test del 2010 che includerà il deterioramento delle principali variabili economiche come il PIL (che scende a -4% rispetto al -3% utilizzato nel 2010), il livello di disoccupazione e il livello dei prezzi delle case. Inoltre, sarà effettuato uno specifico stress test sui debiti sovrani, presenti nei portafogli delle banche, simulando cadute nei prezzi di riferimento, peggiori di quelli visti negli stress test dell’anno scorso.

Negli stress test entrerà in funzione il cosiddetto Core Tier 1, che a differenza del Tier 1, utilizzato lo scorso anno, esclude alcuni tipi di attività consentite, e dovrà essere superiore al 5%, cioè le banche dovranno avere un patrimonio pari almeno al 5% dei prestiti, obbligazioni e altri investimenti di cui sono in possesso.

Se le banche fallissero gli stress test, non saranno obbligate a pubblicarne l’esito, ma avranno tre mesi di tempo dalla pubblicazione dei risultati per presentare piani precisi per fronteggiare gli eventuali fattori di vulnerabilità ed attuare i rimedi necessari, attraverso un rafforzamento della struttura patrimoniale (con aumenti di capitale o riduzioni dell’esposizione al rischio) al fine di essere nelle condizioni di riuscire ad affrontare eventuali situazioni economiche di crisi che potrebbero verificarsi in futuro. Rafforzamento che si profila necessario anche in vista dei requisiti patrimoniali di Basilea 3. Ecco perché alcune banche italiane hanno già deciso di procedere ad una ricapitalizzazione.

Ci aspettiamo che una volta che saranno pubblicati i risultati degli stress test, il mercato, influenzato maggiormente dal settore bancario, riuscirà a riprendere una direzione dopo la fase di congestione che stiamo attraversando in questi giorni.

I risultati degli stress test 2011

Le pagelle consegnate alle 5 banche italiane relative agli stress test 2011 condotti risultano eccellenti. Alla luce dello scenario negativo proposto negli stress test 2011 riuscirebbero a mantenere un livello di Core Tier 1 di molto superiore alla soglia del 5% rispetto ad altre banche europee e di conseguenza non dovranno procedere a programmi di ricapitalizzazione per rafforzare il patrimonio. Infatti la media ponderata del Core Tier 1 emerso dagli stress test 2011 delle 5 banche italiane sarebbe del 7,3% ed arriverebbe addirittura al 7,9% in caso venissero inclusi altri strumenti patrimoniali di cui dispongono ma che non sono inclusi nella definizione di Core Tier 1. Secondo il direttore generale della Banca d’Italia. F. Saccomani, i nostri istituti a seguito degli stress test 2011 “hanno margini sufficienti per assorbire ulteriori peggioramenti delle condizioni di mercato”.

Bocciati e rimandati agli stress test 2011

Tra le 90 banche analizzate negli stress test 2011 (1 in meno del previsto a seguito dell’opposizione, della banca tedesca Helaba, ad apparire nella lista, in quanto non concorde con la metodologia utilizzata) 8 sono state respinte (salirebbero a 9 se si tenesse in considerazione anche la banca tedesca Helaba), poiché in ipotesi di scenario avverso non manterrebbero un Core Tier 1 al di sopra del 5% mancando complessivamente di 2,5 miliardi di capitalizzazione, ed altre 16 rimandate, poiché mostrerebbero un Core Tier 1 compreso tra il 5% e il 6%.
Rispetto all’anno scorso gli analisti, negli stress test 2011, hanno utilizzato criteri di valutazione molto più stringenti.
In qualsiasi caso tutte e 24 queste banche segnalate dagli stress test 2011 dovranno presentare, entro metà ottobre, l’elenco delle misure che dovranno intraprendere per rafforzare il capitale. L’unica differenza tra bocciate e rimandate è che le prime dovranno mettere in atto queste misure entro la fine dell’anno, mentre le seconde avranno tempo fino alla metà di Aprile dell’anno prossimo.
Delle 8 banche bocciate negli stress test 2011: 5 sono spagnole (C. D’Estalvis De C., Banco Pastor, Caixa D’Estalvis, Grupo Caja 3, C. A. del Mediter.), 2 greche (EFG Eurobank, ATEbank) e 1 austriaca (Oester. Volksbanken).

Lo scenario dopo gli stress test 2011

Non resta che vedere l’evoluzione futura dei mercati a seguito della pubblicazione degli stress test: se questi risultati fungeranno solamente da rassicurazione temporanea ai mercati o addirittura avranno degli effetti controproducenti. Quest’ultima considerazione poiché in taluni casi i parametri utilizzati per disegnare gli scenari negativi ipotizzati dagli stress test 2011 sono già stati superati nell’economia reale, come ad esempio, in Italia, dove si erano utilizzati come benchmark tassi di lungo periodo al 5,9% e di breve al 3,1% che con le tensioni sui mercati di questa settimana sono già stati superati.

Attesi gli stress test di giugno 2011

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