I CCT e il loro rendimento

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I CCT sono un’altra tipologia di titolo di Stato tramite i quali è possibile investire il rendimento derivante dalle plusvalenze ottenute operando in borsa.

Che cosa sono i CCT?

Con l’acronimo CCT si vogliono identificare i cd. Certificati di Credito del Tesoro.

Caratteristiche dei CCT

I CCT hanno tutti una durata di 7 anni.

Come per gli altri titoli di Stato italiani, i CCT possono essere sottoscritti per un taglio minimo (valore nominale) di € 1000,00.

L’emissione dei CCT è realizzata mediante asta marginale, la cui partecipazione è riservata agli intermediari autorizzati, cui l’investitore può rivolgersi per la sottoscrizione.

Il rimborso dei CCT avviene alla pari, in un’unica soluzione a scadenza e durante tutta la sua durata paga cedole semestrali con tasso variabile, indicizzato al rendimento lordo dei BOT semestrali (rendibot) emessi nell’asta che si tiene il mese precedente il periodo di maturazione della cedola, accresciuto di uno spread di 15 punti base (0,15%).

I CCT sono trattati regolarmente sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico), per quantitativi limitati, e sul MTS (Mercato all’ingrosso dei Titoli di Stato) per operazioni non inferiori ai 2,5 milioni di euro.

Conseguenze economiche nei CCT

I CCT offrono un rendimento sia in conto capitale, dato dalla differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, sia un rendimento in linea di interessi, pagati mediante cedole semestrali a tasso variabile, ad unica eccezione della prima cedola il cui valore è già noto al momento dell’emissione. L’importo delle cedole è quindi incerto, essendo allineato al rendimento dei bot, maggiorato di una percentuale fissa (spread), avente lo scopo di premiare l’investitore per la rinuncia alla liquidità, avendo, i CCT una durata maggiore dei BOT.  Entrambe le componenti di rendimento dei BTP sono assoggettate alla ritenuta fiscale del 12,50%.

Riguardo la rischiosità, i CCT, data la modesta volatilità delle quotazioni, non espongono l’investitore al rischio di prezzo. Questo significa che, in occasione di uno smobilizzo anticipato sui CCT, l’investitore non andrà incontro a rilevanti perdite o guadagni in conto capitale, anche in periodi di turbolenza nei mercati finanziari.

Inoltre, i CCT, presentano un buon grado di liquidità e non espongono al rischio di cambio.

Tra i difetti dei CCT, invece, va annoverato un più accentuato rischio monetario, dato che i CCT offrono rendimento mediamente inferiore al tasso d’inflazione, avendo un meccanismo di indicizzazione studiato in modo da avere un rendimento leggermente superiore a quello dei BOT semestrali, ma non superiore al tasso d’inflazione stesso.

Campo di utilizzo dei CCT

L’investimento in CCT, ben si adatta agli investitori:

  • avversi al rischio di prezzo, che desiderano ottenere delle cedole con rendimento in linea con le condizioni del mercato;
  • che apprezzano un buon grado di liquidità;
  • e che desiderano contenere gli oneri di gestione, sia in termini di tempo che di commissioni pagate.

Quando conviene di più investire in CCT:

I CCT sono da prediligere in fasi di mercato in cui il rendimento dei vari titoli di Stato è in rialzo, poiché le cedole si adeguano periodicamente alle nuove condizioni.

Esempio di calcolo del rendimento di un CCT

Premessa l’impossibilità di ricostruire l’esatto profilo finanziario di un qualsiasi CCT, dato il tasso variabile e quindi il non prevedibile importo delle cedole future (ad eccezione della prima), ipotizziamo di acquistare un CCT, della durata di 7 anni (1/11/2011-1/11/2018), il 1/11/2012 al prezzo di 99,65, rimborsato a scadenza al prezzo lordo di 100 e di sapere che il rendimento semestrale lordo del BOT a sei mesi dell’asta precedente il godimento della cedola era del 2,20%.

Otterremo, sommando al rendimento semestrale lordo del BOT a sei mesi dell’asta precedente il godimento della cedola lo spread di 0,15%, la cedola lorda in corso:

formula per il calcolo della cedola lorda in corso

Prima di calcolare il rendimento (al lordo di eventuali commissioni) bisogna applicare la ritenuta d’imposta del 12,5% sia sulla cedola lorda sia sullo scarto di emissione, per sapere quale sarà il valore netto della cedola e il valore netto di rimborso:

formula per il calcolo del valore netto della cedola e del valore netto di rimborso

Ed ora, ricorrendo all’ipotesi semplificatrice che le cedole future siano costanti e pari ad un certo valore x, data la premessa iniziale, è possibile calcolare il rendimento effettivo netto del CCT in data 1/11/12 trovando il tasso interno di rendimento (r) che risolve la seguente equazione:

formula per il calcolo del rendimendo effettivo netto, trovando il relativo tasso interno di rendimento

In generale, con riferimento ai CCT, il calcolo del tasso di rendimento a scadenza risulta abbastanza artificioso e poco significativo. Noi abbiamo descritto il calcolo del rendimento giusto per darvi un’idea di come si possa ottenere.

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