Intesa Sanpaolo presenta il suo piano industriale

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Intesa Sanpaolo, come molte altre banche italiane, ha presentato in concomitanza con i risultati del 2013, il proprio piano industriale per i prossimi 4 anni (2013-2017). Secondo quanto affermato nella presentazione da parte del CEO Carlo Messina, si regge su 4 pilastri: la valorizzazione del business esistente, la cessione di asset non core o deteriorati, il coinvolgimento delle persone e l’individuazione di nuovi piani di crescita.

Parole promettenti, ma in concreto quali saranno i passi che uno dei due titani del sistema bancario italiano prevede di compiere?

Innanzitutto, prevedendo il permanere di una situazione di tassi di interesse molto bassi, che determinerà per le banche un margine di interesse (differenza tra tassi attivi e tassi passivi) molto contenuto, Intesa Sanpaolo per incrementare la propria redditività punterà sulle commissioni, creando in quest’ottica tre nuovi poli: uno dedicato al private banking, uno dedicato all’asset management e uno dedicato alle assicurazioni.

All’interno della divisione Banca dei Territori (divisione di Intesa Sanpaolo dedicata all’attività commerciale domestica attraverso il mantenimento dei marchi locali) sarà avviato inoltre il Progetto “Banca 5”, una nuova formula che, secondo il piano, potrà contare nel 2017 su 3000 gestori e su circa 5 milioni di clienti, e punterà sull’offerta di 5 prodotti per la clientela retail: carte di debito, carte di credito, finanziamenti personali (con mutui con pre-delibera fino a 100.000 euro, cessione del quinto e altri prodotti), assicurazioni danni e piani di accumulo e previdenziali. Non solo, la banca espanderà la propria offerta ad ambiti non strettamente bancari, offrendo ad esempio servizi di biglietteria, di intermediazione immobiliare, di pianificazione viaggi, con personale dedicato nelle filiali.

Il recupero di redditività (secondo il Piano Intesa Sanpaolo dovrebbe arrivare nel 2017 ad un ROE, indice di redditività del capitale del 10%) passerà anche attraverso la dismissione delle partecipazioni azionarie detenute dal Gruppo in aziende non bancarie, riducendo così gli asset non considerati strategici e concentrandosi più fortemente sull’attività bancaria in senso stretto.

Per quanto riguarda le imprese, sarà creata la cosiddetta “Banca 360”, dedicata a servizi di finanziamento e consulenza alle aziende con un focus particolare sui settori coinvolti in Expo 2015, di cui Intesa Sanpaolo è sponsor ufficiale. Sette società del Gruppo, poi, confluiranno nel nuovo Mediocredito Italiano, che sarà dedicato alla finanza d’impresa, offrendo credito specialistico a medio-lungo termine, leasing e factoring, puntando a diventare) il motore chiave della crescita per i clienti corporate, istituzionali e retail).

I tagli alla rete distributiva saranno inevitabili: si prevede la chiusura di 800 sportelli nei prossimi anni, con la riallocazione di 1400 dipendenti e l’allestimento di aree self-service altamente automatizzate. La “banca multicanale” porterà ad investimenti di 2 miliardi in ICT.

Il piano industriale 2013-2017 prevede dunque molte novità e molti cambiamenti. Staremo a vedere, nei prossimi anni, se saranno attuati come previsto e se condurranno ad una ripresa della redditività, fortemente frenata anche nel 2013 dal perdite su crediti e accantonamenti prudenziali. Il futuro è ovviamente incerto e le sfide che le banche dovranno affrontare sono molte quindi, attuare piani industriali così promettenti e rivoluzionari non sarà sicuramente semplice.

 

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