Ior investe in Btp Italiani e, per la prima volta, pubblica il bilancio

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Lo Ior, L’Istituto per le Opere di Religione del Vaticano, ha deciso di investire in Btp italiane decidendo anche, per la prima volta, di pubblicare il proprio bilancio.

Lo Ior ha deciso di rendere pubblico il suo bilancio e, da come si può notare, appare più il rapporto di una società di Investimenti piuttosto che il bilancio di un istituto che, come dice il nome, effettuare opere di religione quali donazioni alle categorie più povere, ecc.

Per quanto riguarda l’etica della situazione del bilancio dello Ior non è compito nostro giudicare, ma  concentrarsi sul forte acquisto di Btp italiani da parte dell’istituto finanziario del Vaticano. Questo significa che lo Ior, acquistando una forte quantità di Btp italiani, ha previsto una rivalutazione del debito italiano in un prossimo futuro.

L’operazione di trasparenza dello Ior, che ha pubblicato il bilancio denota un 2012 di successo nel quale, grazie al recupero notevole dei titoli di Stato, l’Istituto per le Opere di Religione ha chiuso in attivo il proprio bilancio pubblico di 86,6 milioni di Euro. Questo cambiamento è avvenuto nel 2013 quando, grazie al rinnovamento dei vertici dello Ior, ha permesso a questa istituzione finanziaria di rendere un servizio a tutti coloro che portano la voce del Signore nel mondo.

La relazione sul bilancio dello Ior rivela finalmente tutte le operazioni finanziarie di questa istituzione mettendo in tavola 18.900 conti correnti (2.100 in meno rispetto al 2011) con un importo totale di 1,2 miliardi di euro di depositi, 102 milioni di euro di azioni, 3,3 miliardi di euro in obbligazioni, 41 milioni di euro di oro, medaglioni e monete e infine 194 milioni di fondi che sono stati dati in gestione a degli esterni.

A quanto pare, lo scorso anno, questo grande successo sul bilancio chiuso in attivo dello Ior è stato dovuto probabilmente alle ottimo andamento dei Btp italiani ottenendo un introito da trading di 51,1 milioni di euro. L’utile di 86,6 milioni di euro ha permesso alla Santa Sede di ottenere un dividendo di 54,7 milioni e la restante parte corrispondente a 31,9 milioni sono andati ad aggiungersi alle riserve del patrimonio che è arrivato alla cifra di 796 milioni di Euro.

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