La crisi in Slovenia

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In mattinata si è temuto il peggio a Cipro con lo spiegamento di Forze di Polizia e di polizia privata nei pressi degli Istituti Bancari principali per un eventuale assalto agli Istituti di Credito. Nonostante le norme stringenti sul prelievo ai bancomat e alle Banche emanate dalle Autorità cipriote, l’assalto non si è verificato e i ciprioti hanno dimostrato una dignità senza eguali.

Ma secondo voi il problema si è così risolto? Secondo voi gli speculatori si fermeranno a Cipro oppure ci sarà il contagio di altri paesi europei?

Probabilmente la prossima vittima sarà la Slovenia. La Slovenia ha 2 milioni di abitanti con un PIL che è sceso lo scorso anno del 2 % e quest’anno probabilmente farà ancora peggio. Quello che preoccupa è vedere che i rendimenti dei titoli di stato sloveni a 10 anni hanno superato il 6 % proprio dopo l’operazione di salvataggio di Cipro.

 Ma cosa hanno in comune Cipro e Slovenia?

La banche slovene, in maggioranza di proprietà dello Stato, scontano 7 miliardi di Euro di prestiti inesigibili che corrispondono al 20 % del PIL. Quindi veramente molto! Le Banche slovene nel 2012 hanno chiuso con 600 milioni di perdite ma il neo premier sloveno ha escluso la richiesta di eventuali aiuto all’Eurogruppo (cosa già sentita dai portavoce di altri paesi che si sono successivamente smentiti). In parole povere, la crisi slovena è una crisi del sistema finanziario simile a quella che si è verificata negli Stati Uniti qualche anno fa. L’investitore, soprattutto quello che è intenzionato a preservare il proprio capitale, non deve assolutamente comprare Titoli di Stato di questo paese anche se il rendimento risulta particolarmente interessante.

E mentre Slovenia, Cipro, Italia e Spagna segnano il passo anche in Borsa, gli indici americani (ed in particolare il dow jones) segnano i massimi storici di sempre!

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