La finanza scricchiola!

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Cari amici lettori,
sappiamo che trading e finanza non vanno di pari passo: è opportuno comunque conoscere la situazione finanziaria dei paesi dell’Eurozona (e non solo) per prendere spunti operativi.
Facciamo quindi un pò di analisi finanziaria:
La Banca mondiale ha tagliato le stime di crescita su diverse economie orientali. In particolare, ha sottolineato come il rallentamento in Cina, locomotiva della crescita globale, sia destinato a durare più del previsto.

Una doccia fredda per i mercati che hanno iniziato subito di cattivo umore la settimana. Il giorno dopo altra tegola: anche il Fondo monetario internazionale ha ridotto le stime sulla crescita economica globale. Insomma, pare che le cose possano andare peggio del previsto e le notizie che giungono dalle società americane, al momento, sembrano confermare questi timori. Esemplare il caso del gigante dell’alluminio Alcoa.

Nell’eurozona la produzione industriale di agosto è cresciuta dello 0,6% mensile, ribaltando i pronostici che la vedevano in flessione dello 0,4%. A questo risultato, ottenuto malgrado il -0,4% della Germania, ha contribuito la Francia con un +1,5% mensile. Ma anche l’Italia, una volta tanto, si è ben comportata: il suo +1,7% mensile ha sorpreso il mercato, che scommetteva su un -0,4%.

Per il nostro Paese il bilancio rispetto a un anno fa (-5,2%) resta però più pesante del -2,9% dell’eurozona. Oltremanica, la produzione industriale è in calo anche ad agosto: la flessione è dello 0,5% mensile. Ci sono però alcuni elementi che rendono questo dato un po’ meno deludente di quanto appaia a prima vista. Innanzitutto, è una flessione in linea con le attese, e il bilancio rispetto a un anno fa (-1,2%) è meno pesante di quello dell’eurozona. Inoltre, il calo è limitato ad alcuni settori (-2% i prodotti petroliferi, -4,5% il comparto trasporti). Restando in Gran Bretagna, segno meno anche per il commercio con l’estero: il saldo import export è negativo per 4,2 miliardi di sterline ad agosto, contro i -1,7 miliardi di luglio. A determinare questo peggioramento è il calo delle esportazioni. In Svizzera, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile a settembre al 2,8% (si temeva salisse al 3%), mentre i prezzi al consumo sono ancora in flessione rispetto a un anno fa (-0,4%, in linea con le attese, grazie al franco forte che riduce il costo delle importazioni). In Svezia, l’inflazione cala dallo 0,7% allo 0,4% (era prevista stabile).

Nei prossimi giorni ci saranno novità su bilancia commerciale, inflazione e indice Zew.

2 pensieri su “La finanza scricchiola!

  1. Carissimo Emanuele complimenti per il sito e per l’informazione esauriente e utilissima per chi come me da poco si dedica al trading.Condivido anche l ‘analisi che periodicamente fai. Il nonstro problema nazionale è principalmente politico. Una classe dirigente di burocrati e dediti al malaffare. Fino a che non ci libereremo di detti personaggi difficilmente avremo crescita, mi riferisco a crescita sana non dedita ad artifizi contabili su bilanci al quanto discutibili.Ma torniamo a noi posso ora godere di tempo anche per il trading, spero sia possibile intraprendere una comunicazione a livello di aquisto e vendita titoli. Fammi sapere cosa debbo fare per essere inserito in una eventuale lista di informazione.
    Grazie a risentirci.

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