La percezione distorta dei guadagni e delle perdite

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E’ normalità che il Premio Nobel per l’ economia venga assegnato ad un Economista. Non fu così nel 2002, quando a ricevere il Premio Nobel furono gli psicologi israeliani Daniel Kahneman e Amos Tversky. I due ebbero il merito di rappresentare graficamente per la prima volta la funzione della percezione dei guadagni e delle perdite dell’investitore medio, meglio nota come la Funzione valore.
Se l’investitore si comportasse con assoluta e piena razionalità dovrebbe valutare il risultato dell’investimento in modo lineare ed indipendente dalla quantità e dalla direzione di tale risultato.
Guadagnare 100€ oppure perderli dovrebbe dare la stessa entità in valore assoluto in gioia oppure in tristezza.
Per lo stesso ragionamento guadagnare 1000€ dovrebbe fare la stessa gioia indipendentemente da quanti soldi si sono investiti in tale operazione finanziaria, così come perderne 1000€ dovrebbe dare sempre la stessa tristezza indipendentemente da quanti soldi si sono investiti.
Nella realtà la percezione del valore dei guadagni delle perdite NON è lineare e non si basa sulle cifre assolute ma su quelle relative.
La funzione della percezione del valore si può rappresentare con una curva “S”.

il grafico di guadagno e perdite

Come si ben nota, la funzione rappresentata non è una funzione perfettamente dispari (ossia, simmetrica rispetto alla bisettrice del I e del III quadrante)
E’ una funzione maggiormente inclinata dalla parte delle perdite che non dei guadagni.

Le conseguenze della cosiddetta Prospect Theory sono:

  1.  Il valore del risultato percepito dipende dalla variazione percentuale e non da quella assoluta. Passare quindi da 10.000€ a 11.000€ dà una sensazione molto più piacevole che passare da 100.000 a 101.000€. Analogamente avviene per le perdite. (perdere 1.000€ su 10.000€ è molto più spiacevole che perdere 1.000€ su 100.000€).
  2. Chi perde di più e disposto a rischiare molto di più. Chi guadagna di più è disposto a rischiare molto meno, diventando così più prudente.
  3. La curva è inclinata maggiormente dalla parte delle perdite. Ciò significa che fa molto più male perdere 1000€ di quanto non faccia piacere guadagnarne 1000€.

scritto da Leonardo

 

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