La variazione stagionale in Borsa

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Cari amici lettori,
in questo post analizzeremo il timing in un ottica di medio periodo.
Il timing, naturalmente, non si applica solamente alla vendita ma anche all’acquisto e gli investitori sono sempre a caccia di semplici trucchi per individuare il momento migliore per comprare non solo le azioni Fiat. L’effetto gennaio, quello per cui le società a bassa capitalizzazione e i value stocks sembrano avere una performance migliore di aziende ad alta capitalizzazione, è ampiamente documentato. Ogni anno, tra la metà di dicembre e le metà di gennaio, si assiste a un’attività frenetica in questo settore. Una delle ragioni principali del moltiplicarsi delle transazione è che i gestori patrimoniali devono mettersi a fare i conti: alla fine dell’anno devono poter dimostrare che i loro fondi hanno reso bene nei 12 mesi precedenti.
E’ più facile farsi una buona pubblicità quando si può mostrare ai potenziali investitori che tutti i titoli del portafoglio hanno ottenuto grandi profitti e che nessuno si è rivelato perdente. Per questo i gestori fanno di tutto per tenersi le azioni vincenti e per disfarsi di quelle perdenti.
Un approccio contrarian può suggerirvi che un titolo perdente potrebbe migliorare in futuro. I gestori patrimoniali lo sanno bene: non vi stanno facendo un favore quando si liberano dei vecchi titoli. Ma non possono conservarli perchè per loro è importante dare una buona impressione a breve termine. Devono dimostrare non solo a voi ma anche ai loro diretti superiori di essere in possesso degli investimenti vincenti.
Eppure i fondi ad alto rischio esistono proprio per fare incetta di queste azioni sottovalutate e questo spiega in parte il perchè degli aumenti di prezzo proprio a fine anno. Spesso hanno nome tipo “Portafoglio di piccole società” o “Fondi internazionali ad alto rischio” e, alcune consentono di guadagnare bene, a patto di assumere un’ottica di medio – lungo periodo che sinceramente non si addice per il sottoscritto.
La scelta di simili investimenti, tuttavia, dovrebbe basarsi su un ampio ventaglio di criteri, non solo sulla capitalizzazione o solo sul fatto che non godono del favore dei risparmiatori.
Un’altra fluttuazione stagionale (come abbiamo visto qualche post fa) ha dato vita, negli ambienti di Borsa, al detto “vendi in Maggio e vai in vacanza”: molti investitori e Brokers, infatti, vanno in ferie in questo periodo e di conseguenza il mercato azionario è meno attivo.
Se si verifica una lieve flessione in primavera sembra manifestarsi sempre più presto ogni anno e sempre meno netta, con l’avvento dell’operatività informatica, è divenuta la fluttuazione stagionale.

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