Le banche ancora in calo

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Anche quest’anno sembrerebbe che gli stress test 2011 condotti sulle banche europee abbiano avuto l’obiettivo principale di calmare i mercati più che dare una fotografia sul loro buon stato di salute, anche se la Banca d’Italia e l’Eba si sono detti molto soddisfatti in merito ai risultati ottenuti, diciamo uno specchietto per allodole, che nel nostro caso si identificano con analisti ed investitori. Pare che la prima reazione avuta nella giornata di ieri sui mercati, dopo la pubblicazione di venerdì sera, a mercati chiusi, si sia rivelata alquanto deludente, infatti, tutto il settore bancario europeo ha registrato diversi scivoloni. In particolare l’indice Ftse-Mib, la cui composizione riflette per la maggior parte titoli bancari, ha perso circa il 3%, bruciando all’incirca 12 miliardi di capitalizzazione, anche se questa mattina sembra di sentire tutta un’altra musica, osservando un rialzo attorno al 2,5%.
Una delle tante paure del mercato, in questo momento, è la possibilità, come già accaduto l’anno scorso, che i parametri utilizzati per la valutazione delle banche siano stati troppo blandi e che la realtà in alcuni casi abbia già superato gli scenari avversi ipotizzati. E’ il caso, ad esempio, dell’Italia in cui lo scenario avverso ipotizzato prevede che i rendimenti dei BTp decennali arrivino al 5,7% nel 2011 e al 5,9% nel 2012. Peccato che settimana scorsa questo livello di tassi sia già stato superato. C’è la paura concreta che si manifesti in un altro paese europeo ciò che era accaduto, qualche tempo dopo la diffusione dei risultati degli stress test l’anno passato, in Irlanda: il tracollo del comparto bancario.
Insomma, il mercato è in balia di una forte volatilità, anche a causa dei forti dubbi sulla sostenibilità degli elevati debiti pubblici sia europei, ma anche di quello americano. Nel nostro paese i rendimenti dei titoli di Stato, come anticipato precedentemente, sono schizzati ai massimi visti durante gli anni della creazione dell’euro. Lo spread tra il nostro decennale e il Bund tedesco è andato a superare il 3%.

Forti perdite sul comparto bancario all'indomani della pubblicazione degli stress test

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