Madrid chiede aiuto?

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L’agenzia di rating S&P ha abbassato il suo giudizio su 11 banche spagnole, sulla scia dell’analoga mossa di settimana scorsa sul debito pubblico iberico, ma in compenso sono arrivate buone notizie da Moody.

I timori di una bocciatura anche su questo fronte sono stati per il momento accantonati dopo che l’agenzia ha confermato a Baa3 il suo giudizio (comunque non lusinghiero). A “salvare” Madrid da questa ulteriore sforbiciata è la prospettiva di una decisione in tempi brevi sul tema degli aiuti. Sono sempre più insistenti le voci che vedono il Governo iberico ormai prossimo a chiedere il sostegno dell’Europa: ma con che modalità? Si parla non di un ricorso vero e proprio al fondo salva-Stati ma “solo” di una linea di credito precauzionale.

Questa soluzione, che imporrebbe a Madrid meno vincoli rispetto a un vero e proprio aiuto, sarebbe comunque una condizione sufficiente per far partire gli acquisti di titoli di Stato da parte della Banca centrale europea. Per questo, i mercati hanno reagito bene alla notizia: il differenziale di rendimento tra bonos spagnoli e bund tedeschi è sceso, in una settimana, dal 4,2% al 3,7%, il livello minimo dallo scorso marzo. Ne ha beneficiato anche l’Italia, con il differenziale tra BTp e bund sceso dal 3,5% al 3,2%, anche in questo caso il minimo da oltre sei mesi. Ancor più eclatante l’effetto sulle nuove emissioni: il collocamento del BTp Italia, si è chiuso con richieste per oltre 18 miliardi di euro. Si tratta di un importo mai “piazzato” in un’unica emissione: forte di questo successo, il Tesoro ha lasciato la cedola “reale” di questo titolo al 2,55%, il livello minimo promesso prima del collocamento.

Altra buona notizia per i nostri conti pubblici, le dichiarazioni del ministero che vedono il fabbisogno di finanziamento sul mercato scendere a 400 miliardi nel 2013, contro i 460-470 di quest’anno. Tutto risolto, quindi? Non è affatto detto. C’è già chi dubita che il “mezzo” ricorso agli aiuti da parte della Spagna possa bastare, riaprendo quindi nuovi fronti di tensione nell’intera eurozona.

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