Uno sguardo all’evoluzione del sistema bancario italiano negli ultimi anni

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Tra i tanti effetti della drammatica crisi finanziaria ed economica che stiamo attraversando, c’è un sempre più frequente riferimento al sistema bancario italiano da parte di tutti i mass media, anche nei programmi più generici.

Ma le banche italiane come sono? Quante sono? Che caratteristiche hanno?

L’assetto attuale del sistema creditizio nel nostro Paese è il risultato di una significativa evoluzione storica che ha seguito in modo parallelo il procedere dello sviluppo economico e sociale, nelle diverse zone della Penisola

Le più profonde trasformazioni e riorganizzazioni si sono innescate a partire dagli Anni Novanta, spinte da una intensa attività di innovazione dell’ambiente normativo, della vigilanza, dell’ambiente di competizione a livello globale e dell’approccio con la clientela.

I driver seguiti principalmente sono stati due, particolarmente evidenti negli ultimi 15 anni, come è possibile notare dal grafico sottostante.

grafico banche

Da un lato si è assistito ad una drastica riduzione del numero di banche -passate da 938 a fine 1996 a 684 a fine 2013 – con la formazione di gruppi bancari attraverso numerose operazioni di acquisizione e fusione, parallelamente al passaggio della banca dall’essere di proprietà pubblica ad essere di proprietà privata.

D’altro canto si è assistito all’incremento del numero di sportelli bancari – passati da 24421 a fine 1996 a 34139 a fine 2008. Tuttavia, a partire dal 2009, quest’ultimo trend ha subito un’inversione, dando inizio ad un periodo di progressiva riduzione della presenza fisica delle banche sul territorio italiano. Le motivazioni vanno ricercate nel progressivo peggioramento del quadro economico e nella sempre più stringente crisi finanziaria, che stanno costringendo le banche a puntare ad una maggiore efficienza, soprattutto per il forte deterioramento degli attivi che incide sulla redditività (utile).

L’evoluzione delle reti distributive bancarie, inoltre, ha risentito fortemente dell’innovazione tecnologica e del profondo cambiamento dei canali di contatto con la clientela negli ultimi anni, con la corsa verso la “banca online” e il “mobile banking”.

Negli ultimi anni, inoltre, il sistema bancario italiano sta affrontando importanti sfide legate alla necessità di adeguarsi a onde normative sempre più intense: non solo Basilea 3, che richiede rafforzamento patrimoniale e il rispetto di nuovi requisiti prudenziali, ma anche regolamentazioni che richiedono alle banche di produrre sempre maggiori flussi informativi verso autorità e mercati e di modificare i loro modelli di business.

Tutto ciò pone problematiche importanti da affrontare, in primis legate alla revisione e ottimizzazione dei sistemi informativi e dell’organizzazione, nonché una evoluzione del ruolo della compliance (chi in banca si occupa di verificare adeguamento alle normative che la banca deve rispettare), con elevati costi per gli intermediari.

In occasione di prossimi articoli, cercheremo di guardare una ad una le principali banche italiane, per dare un occhio ai bilanci 2013 che stanno approvando in queste settimane e anche alle loro caratteristiche strutturali (con qualche cenno alla loro evoluzione).

 

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